Step II

Biomeccanica
movimento non visibile VS movimento visibile

Sezione III

Un insegnante di scienze motorie ha molte possibilità per sperimentare concretamente il rapporto tra azione muscolare e percezione del movimento.

Gli esempi qui riportati sono semplificazioni poichè prendono in esame solo “una parte” dei muscoli coivolti nell’azione. Lo scopo infatti non è una descrizione accurata del movimento ma aiutarvi nella comprensione, attraverso esempi semplici ma rappresentativi di quanto fin ora spiegato.

Attraverso le macchine isotoniche usate nel fitness  lo sa bene: la gluteus machine, ad esempio, isola il movimento di estensione della coscia e ci abitua a vedere il gluteo coinvolto in questa azione con semplicità rispetto a un movimento “reale”, maggiormente complesso.

Oppure, un altro esempio, osservabile facilmente anche in palestra, è quello dell’esercizio di leg extension.
Durante l’esecuzione, se osserviamo con  attenzione potremo certamente vedere la gamba che si solleva, poiché è la parte visibile dell’ eserizio. Tuttavia, se osserviamo con attenzione, o meglio, se proviamo ad utilizzare il macchinario e a sentire il gesto, ci accorgieremo che, oltre il sollevamento delle gambe, si solleva  anche il bacino dal sedile, proporzionalmente al gravo selezionato e che l’arto, nel suo complesso tenderà all’iperestensione.

Un altro esempio, osservabile facilmente anche in palestra, è quello dell’esercizio di leg curl.
Durante l’esecuzione, se osserviamo con vedere la gamba che si flette, poiché è la parte visibile dell’esercizio. Tuttavia, se proviamo ad utilizzare il macchinario e a sentire il gesto, ci accorgeremo che, mentre il tallone si avvicina al bacino, il ginocchio tende ad avanzare e, contemporaneamente, il bacino viene richiamato verso i talloni.

Esercitiamoci

Questo semplice cambio di punto di vista può aiutarci a capire dove guardare e/o cosa osservare e come sentire possa cambiare  l’interpretazione di un gesto motorio.Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio la relazione causa–effetto nel passo?

a) Il movimento in avanti è generato dalla spinta posteriore del piede sul suolo
b) Il piede si muove perché la gamba lo trascina in avanti
c) La camminata è causata dall’apertura automatica dell’arto inferiore
d) La gamba oscilla e genera da sola il movimento del corpo

Nel passo, quindi, come negli esercizi appena osservati, il corpo non si muove “in avanti da solo”.
È sempre una spinta posteriore a generare l’avanzamento: il piede che preme contro il suolo, il bacino che si stabilizza e il busto che avanza come conseguenza.

Il movimento che vediamo (la gamba che oscilla) è l’effetto visibile;
il movimento che sentiamo (la spinta che nasce da dietro) è la causa reale.

Saper distinguere tra questi due livelli,vedere e sentire, effetto e causa, è il primo passo per comprendere davvero la camminata, e in generale, per imparare a leggere e insegnare il movimento in modo consapevole.

Alzati e cammina lentamente per qualche passo.
Concentrati sul momento in cui il piede lascia il suolo:
riesci a percepire la spinta posteriore che ti proietta in avanti?
Prova a sentire dove nasce davvero il movimento.

Se riesci a percepirlo, hai appena compiuto il passaggio più importante:
hai trasformato la visione esterna in una consapevolezza corporea interna.

Con questo si conclude il Modulo 2

Hai osservato, sperimentato e riflettuto sul gesto della camminata, iniziando a riconoscere cause ed effetti e a cambiare prospettiva d’analisi.
Nel prossimo modulo approfondiremo ulteriormente il movimento, esplorando come equilibrio e percezione si integrano nel camminare.

Se non ti senti pronto, ti invitiamo a rivedere le parti del modulo o a prendere appunti su ciò che vuoi chiarire.
Puoi anche annotare le tue domande: rimaniamo disponibili all’indirizzo: arianna.fogliata@usi.ch