Step II
Biomeccanica
movimento non visibile VS movimento visibile
Sezione II
Perché possiamo parlare di movimenti visibili e non visibili?
Cosa avviene realmente quando un muscolo si contrae?
Quando un muscolo si contrae, genera due forze che si trasmettono attraverso le sue inserzioni ossee, producendo il movimento dei segmenti articolari coinvolti (fatta eccezione per alcuni casi particolari, come quello del diaframma).
Per comprendere meglio questa dinamica, possiamo immaginare le forze come vettori di spostamento:
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i primi due vettori rappresentano le forze applicate dai capi del muscolo sui segmenti ossei, uguali e contrarie;
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un terzo vettore si genera nel loro punto di giunzione, causa rotazione dei capi ossei messi in movimento, e agisce in direzione ortogonale al movimento dei segmenti.
Naturalmente, la biomeccanica reale è più complessa, ma questa semplificazione ci aiuta a capire un principio fondamentale:
Ogni contrazione muscolare produce almeno due direzioni di forza, una nella direzione del gesto visibile, e un’altra di uguale intensità ma opposta, che non sempre genera un movimento osservabile.
Inoltre, nel corpo umano, è importante tenere presente che le contrazioni muscolari, generative di un azione (in questo caso la camminata) non sono mai isolate. A breve per aiutarti a capire le forze agenti, in base alla contrazione di un muscolo target, accederai a dei contenuti video pensati per aiutare la comprensione del funzionamento di vari muscoli, più o meno coinvolti, nel gesto della camminata. Ogni video sarà nomenclato con il nome del muscolo preso in considerazione.
Ti invito, quindi, quando sarai pronto, a prenderne visione, ti aiuteranno nella comprensione.
Proviamo macroscopicamente ad applicarlo alla camminata
Ora che hai preso visione dei video, cammina portando attenzione alla spinta all’indietro, alla forza che generi con il piede sul terreno.
Un insegnante di scienze motorie ha molte occasioni per osservare e sperimentare il movimento: basta entrare in una sala attrezzi dotata di macchine isotoniche. Prendiamo, ad esempio, la gluteus machine, che consente di isolare il movimento di estensione della coscia. Questa configurazione è utile per “vedere” chiaramente l’azione del grande gluteo. Tuttavia, può essere interessante capovolgere la prospettiva:
se immaginiamo di mantenere ferma la coscia e di “remare” con il piede contro il suolo, otteniamo un effetto simile a quello che osserviamo durante la camminata, dove è il busto ad avanzare grazie alla spinta generata all’indietro.
Quindi capire dove guardare e cosa sentire cambia radicalmente il modo in cui interpreti un gesto.
Quindi ora ti chiedo.
Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio la relazione causa-effetto nel passo?
- Il movimento in avanti è generato dalla spinta posteriore del piede sul su
- Il piede si muove perché la gamba lo trascina in avanti
- La camminata è causata dall’apertura automatica dell’arto inferiore
- La gamba oscilla e genera da sola il movimento del corpo
Come avrai notato, in queste primi due moduli, per comprendere i fondamenti del movimento non è sufficiente conoscerli a livello teorico: è necessario sperimentarli e sentirli nel corpo.
Quindi ricorda, in supporto del tuo processo d’apprendimento, come già spiegato, puoi utilizzare l’Inventario (sezione II, Modulo I) troverai un link da utilizzare quotidianamente. Questo strumento ti aiuterà a sviluppare la tua capacità propriocettiva e a migliorare, nel tempo, la consapevolezza del gesto.